Pendolarismo: l’abbinamento di più mezzi il nuovo trend

Il modello e le dinamiche legate al pendolarismo stanno cambiando con il passare degli anni. Specialmente nelle grandi città è in costante aumento il fenomeno dei pendolari, ossia tutte quelle persone che si muovono ogni giorno per raggiungere il luogo di lavoro utilizzando i diversi mezzi di trasporto a disposizione. Cresce anche in proporzione il numero delle persone costrette a percorrere lunghe distanze per la cosiddetta mobilità sistematica, cioè per motivi legati allo studio o per raggiungere parenti, la palestra e per fare acquisti di prima necessità in determinati luoghi posti al di fuori della propria area di residenza.

Negli ultimi anni anche questo modello di mobilità sta cambiando in direzione di un approccio culturale più sostenibile; in questo scenario tutti i paesi, Italia inclusa, sono chiamati a prendere coscienza dei vantaggi della mobilità sostenibile e iniziare a pianificare azioni di “green mobility” a più ampio respiro – anche cioè a livello di organizzazione urbana.

Pendolarismo e sue “evoluzioni”

Le persone si muovono con maggiore frequenza rispetto al passato e percorrono ogni giorno distanze anche molto lunghe per motivazioni differenti. Il nuovo trend è la scelta di combinare, durante il tragitto quotidiano, mezzi di trasporto differenti. Se fino a qualche anno fa l’auto era in prima posizione assoluta, con effetti negativi sull’ambiente, oggi il trend della “combinazione di mezzi” si sta facendo sempre più spazio. Arrivare alla stazione ferroviaria alla guida della propria auto, lasciarla in un parcheggio per prendere il treno e arrivare in città, dove poi si raggiunge il quartiere di destinazione in metro e, infine, sfruttare il bike sharing per percorrere l’ultimo tratto di strada che conduce alla meta. Questo è quello che centinaia di persone fanno ogni giorno: il cosiddetto mix & move: la combinazione di più mezzi, appunto.

Allo stesso tempo, il fenomeno crescente del pendolarismo è entrato di diritto nell’agenda politica, soprattutto a causa della migrazione di una grande fetta di popolazione urbana verso le periferie e le cinture metropolitane. Spesso, però, la scarsa offerta di reti e servizi di trasporto pubblico crea una vera e propria emergenza, che induce i pendolari a chiedere a gran voce un ampliamento dei servizi nella speranza che questo riduca i disagi legati ai tempi di viaggio e allo stress da congestione stradale. Ecco allora che dall’Europa arrivano alle Regioni più green dell’Italia – come il Trentino Alto Adige – incentivi per spronare le persone a usare la bicicletta, magari in combinazione con treni, bus, tram, metro, moto e automobili. Proprio l’abbinamento di più mezzi potrebbe essere infatti la risposta migliore all’esigenza di inquinare meno, evitare congestioni nel traffico e conseguenti perdite di tempo e denaro.

Pendolarismo: impatto sull’ambiente e sulla qualità della vita

Un recente studio dell’Università di Cambridge* ha rilevato che l’uso quotidiano della bicicletta migliora il benessere psicofisico e riduce addirittura l’incidenza di assenza da lavoro per malattia. Combinare diverse soluzioni di trasporto significa sostenere un vero e proprio cambio di paradigma verso spostamenti sempre più eco-compatibili e rispettosi dell’ambiente. Un’estensione dell’offerta di mobilità potrebbe migliorare la qualità di vita di quelle persone che ogni giorno si spostano verso la medesima destinazione per poi fare ritorno a casa la sera percorrendo a ritroso lo stesso tragitto. A prescindere dalla lunghezza e dal tempo medio dello spostamento, la combinazione di più mezzi sembra dunque essere un ottimo approccio da sostenere a livello di servizi locali, per attuare azioni di mobility management efficaci destinate a migliorare la vita delle persone e la salute dell’ambiente.

 

 

*Fonte: Mytton, Panter, Ogilvie (2016), Longitudinal associations of active commuting withwellbeing and sickness absence, Preventive Medicine, vol. 84, pagg. 19-26